SAFE - Salute femminile
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Chi siamo

SAFE, Movimento per la Salute Femminile*, è un’organizzazione senza fini di lucro, il cui scopo è stimolare la consapevolezza e la capacità critica delle donne nei confronti di farmaci e pratiche mediche che riguardano la procreazione, attraverso un’informazione chiara, libera, e il più possibile completa.

Lo sviluppo delle tecnologie riproduttive, dell’ingegneria genetica,e in generale della tecnoscienza e della medicina, pongono oggi nuovi problemi alle donne sulla propria salute e su quella dei propri figli. Dopo secoli di controllo patriarcale sul corpo femminile, il rischio che corriamo oggi è quello di un affidamento cieco nelle mani degli esperti, che indebolisca e sgretoli le nostre capacità di valutazione e decisione. La libera scelta, a molte di noi non sembra più un criterio sufficiente, perché pesantemente condizionata da troppi fattori diversi. Alcuni sono facilmente identificabili, per esempio le leggi, la cultura di appartenenza, l’organizzazione sanitaria di un paese; altri sono più sfuggenti, come le politiche di marketing, la diffusione di informazioni parziali o manipolate, l’influenza delle ideologie, il particolare rapporto di affidamento che si instaura tra medico e paziente. Orientarsi da sole è sempre più difficile, prima di tutto perché si è interrotta quella catena dei saperi femminili che passava di donna in donna e costituiva un terreno di conoscenze verificate dall’esperienza, e poi perché le nuove tecnologie e la vastità, insieme alla specificità del sapere tecnico-scientifico, impedisce una reale padronanza delle informazioni.
In questo campo agiscono, sia sul piano politico che su quello del mercato, interessi e poteri (grandi centri di ricerca, aziende farmaceutiche, organismi internazionali del controllo demografico, tanto per fare qualche esempio) che fanno pesare la propria immensa forza di pressione. Riteniamo che il primo strumento per cercare di bilanciarne l’influenza sia la costruzione di una rete informativa in grado di mettere in circolazione notizie, dati e fatti verificati il più possibile direttamente.

Il nome che abbiamo scelto ha un duplice significato: è la sigla di “Salute Femminile”, ma è anche una parola autonoma, che in inglese significa sicuro, sano. SAFE si colloca all’interno della vasta rete internazionale di gruppi, indicata come Movimento per la Salute delle Donne, presente ormai in tutto il mondo.

Le premesse da cui partiamo sono:

- Che un atteggiamento critico e un’informazione chiara e completa sulle pratiche mediche, sui farmaci, sulle leggi che riguardano la salute e il corpo, sia condizione indispensabile di una scelta consapevole.

- Che sia fondamentale informare tempestivamente e con completezza anche sulle controversie e sui dubbi che nascono intorno ai farmaci e alle migliori pratiche.

- Che i dati e le informazioni scientifiche vadano sempre confrontate con la concreta esperienza delle donne.

- Che il consenso informato non si riduca ad essere solo un adempimento burocratico che libera i medici dalla responsabilità, ma una reale possibilità di conoscere le diverse opzioni, con i benefici, le controindicazioni, le effettive probabilità di rischio e di successo che comportano.

- Che i normali eventi della vita e della sua trasmissione, come il concepimento, la nascita, il ciclo di fertilità, non si possano catalogare e trattare come patologie; che l’intervento medico, soprattutto in questi campi, debba obbedire a criteri di necessità, e limitarsi al minimo di invasività, fisica e psicologica, possibile.

- Che i farmaci e le pratiche adottate per le minorenni richiedano non solo sperimentazioni specifiche, ma una valutazione complessiva mirata e un’attenzione particolare per il delicato equilibrio fisico e psicologico delle adolescenti.

- Che le donne, attraverso l’informazione, la discussione, lo scambio di esperienze, possano essere le prime “esperte” della propria salute.

- Che la relazione tra medico e paziente debba dare luogo a un’effettiva alleanza terapeutica.


- Che sia necessario avere uno sguardo globale, con cui sia possibile confrontare davvero le diverse esperienze delle donne.


Siamo “pro-human”

I temi che affrontiamo sono da sempre terreno privilegiato per lo scontro ideologico, che spesso viene semplificato come un conflitto tra schieramenti opposti, i “pro-choice” e i “pro-life”, cioè chi si dichiara a favore della vita e chi della scelta. Noi rifiutiamo questa distinzione, ritenendola inutilizzabile e datata, ormai inadeguata a interpretare la complessità degli scenari che abbiamo di fronte. Safe mette insieme donne di estrazione culturale e religiosa diversa, credenti e non credenti, donne che hanno vissuto il femminismo e donne che negli anni Settanta lo hanno rifiutato. Crediamo, insieme a molte altre, che la categoria della libera scelta sia ormai inadeguata a rappresentare la soggettività femminile di fronte alle possibilità offerte sul mercato dalla tecnoscienza. E che essere genericamente per la vita non sia sufficiente per opporsi a manipolazioni che minacciano le basi antropologiche dell’umano.

Ci dichiariamo dunque semplicemente “pro-human”, affezionate a un’idea di umano radicata nel corpo e, legata al mistero creaturale della fragilità e unicità umane. Ci preoccupa la tendenza di troppi scienziati alle sperimentazioni indiscriminate e, soprattutto, l’evidente volontà di “giocare a essere Dio”. Come primo passo si vuole entrare in gara con la procreazione, invadendo il delicato spazio del concepimento e della nascita o spostandolo in laboratorio. Ma questo spazio è stato presidiato da sempre dalle donne, portatrici di una competenza materna, di un’etica della cura che ha permesso agli esseri umani di immaginare e vivere rapporti di affidamento reciproco, di amore “per sempre”. La tecnomaternità apre problemi nuovi, che vanno indagati e approfonditi sia sul piano della salute sia per gli sconvolgimenti prodotti nelle relazioni affettive e sociali.

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  *     -  segretaria:   Assuntina Morresi