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3 Agosto 2011 Da Il sussidiario.net
IL CASO/ L’eutanasia in diretta che uccide anche le nostre coscienze
di Assuntina Morresi

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Sabato scorso la notizia: il sito del magnate inglese Alki David avrebbe trasmesso in diretta l’eutanasia di Nikolai Ivanisovich, malato terminale di cancro al cervello che, vendendo i diritti a riprendere la propria morte, avrebbe assicurato un futuro economico tranquillo alla propria famiglia. Eutanasia in diretta, quindi, da una clinica svizzera segreta nella quale il sessantaduenne russo in fin di vita avrebbe deciso di farsi uccidere legalmente.

Domenica Vittorio Feltri su Il Giornale descrive - indignato, e giustamente - il filmato: fatta l’iniezione, il malato sarebbe stato soffocato con un cuscino sulla faccia, “tra le risate generali”, lasciando il dubbio - ancora tutto da chiarire - che l’intera faccenda sia stata uno scherzo. Una burla di pessimo gusto? Forse.

Ancora una volta un’invenzione che diventa notizia per il fatto stesso di viaggiare in rete, come per esempio la storia di Amina Abdullah, la ragazza lesbica a Damasco, che con il suo blog era diventata uno dei simboli della protesta nei confronti del regime, ma che poi si è rivelata un’incredibile bufala. E, andando indietro nel tempo, si potrebbe pure ricordare la famosa radiocronaca di Orson Welles sull’invasione degli alieni, che gettò nel panico gli Stati Uniti, la più grande beffa mediatica del secolo scorso.

Ma ci sono alcune differenze che fanno di una possibile, orrida finzione, un preoccupante segnale di allarme. Innanzitutto, non si capisce se il fatto sia avvenuto o no. Almeno fino a oggi, nessuno si è preoccupato di smentire, spiegare o confermare alcunché, e ancora non sappiamo assolutamente niente sulla vicenda e sui suoi protagonisti che, per quanto ci riguarda, a parte il miliardario e il suo sito, potrebbero pure essere inventati.

In altre parole, non sappiamo se è vero che in una clinica svizzera, autorizzata a pratiche eutanasiche, si è dato seguito a un accordo commerciale per vendere il filmato della morte di una persona consenziente. Il motivo per cui non conosciamo la verità è forse l’aspetto più grave di tutta la faccenda: sostanzialmente, non c’è un grande interesse da parte dell’opinione pubblica.

 

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2011/8/3/IL-CASO-L-eutanasia-in-diretta-che-uccide-anche-le-nostre-coscienze/198423/



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