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| Salute: per i nati in provetta aumenta il rischio di malattie |
 (AGI) - Roma, 20 gen. - "Sale al 40 per cento il tasso di rischio di contrarre malattie o incorrere in difetti genetici per i bambini nati tramite fecondazione assistita". A rivelarlo un articolo del settimanale Tempi, dal titolo "Figli (quasi) perfetti", in uscita giovedì 21 gennaio.
L'affermazione si basa su una ricerca, pubblicata alla fine del 2008 della rivista scientifica Obstetrics and Gynaecology, che documenta come se é vero che "l'infertilità in sé rappresenti un rischio, lo sono anche le procedure legate ai trattamenti artificiali". Il settimanale segnala inoltre una ricerca giapponese, pubblicata nel 2009 dal The Journal of Toxicological Sciences, che smonterebbe il mito per cui questi problemi sarebbero legati esclusivamente alle gravidanze plurigemellari e dell'assenza di analisi preimpianto degli embrioni. "Secondo i ricercatori, che hanno preso in considerazione solo i parti non gemellari, il 5,4 per cento dei bambini nati tramite fecondazione presenta maggiori malformazioni e problemi al sistema nervoso centrale".
Esistono poi ampie possibilità per questi bambini di contrarre gravi sindromi, di norma rarissime. "In Gran Bretagna tra 149 concepiti in provetta 6 sono risultati affetti dalla sindrome di Beckwith-Wiedemann (il rapporto normale è di 1 su 13.700), connessa a ritardi psicomotori, non riconducibili né ai problemi di infertilità dei genitori né al loro Dna. Mentre la sindrome di Angelman, anch'essa legata a problemi psicomotori, aumenta per le gravidanze da laboratorio di 100 volte sulla popolazione totale" La terza sindrome studiata é quella di Prader Willi. "In questo caso - si legge - la scoperta di un legame con la fecondazione in vitro é stata un accidente. I medici indagando la storia clinica di 169 pazienti affetti dalla malattia hanno scoperto che 9 erano nati tramite fecondazione in vitro".
L'articolo denuncia anche l'assenza di controlli: in moltissimi paesi sviluppati, fra cui l'Italia, mancano ancora i registri che certifichino la modalità con cui i bambini vengono al mondo.
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