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15 Febbraio 2010
Eutanasia: Australia, cresce fra malati terminali

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(ANSA) - Sydney, 15 feb - Sono 51 le persone che negli ultimi dieci anni si sono tolte la vita seguendo il manuale di Philip Nitschke, il medico australiano promotore dell'eutanasia. Ma oltre metà non soffrivano di malattie terminali.

Lo ha dichiarato l'Istituto di Medicina legale del Vittoria, che ha esaminato le morti causate da overdose di Nembutal, un potente barbiturico usato dai veterinari australiani per abbattere gli animali. Il rapporto dell'Istitituto di Medicina legale, pubblicato dal quotidiano di Melbourne The Age, ha aperto una polemica, perchè contesta la tesi di Nitschke e della sua organizzazione, Exit International, che sostiene che a cercare la morte sono soltanto individui alla fine della vita o affetti da malattie incurabili.

Delle 51 persone di cui è stato accertato che abbiano volontariamente cercato la morte, sei erano di età compresa tra i venti e i trenta anni, e altre cinque avevano 40 anni.
Inoltre, 27 non avevano dolore cronico o malattie terminali, e potrebbero avere commesso il suicidio per ragioni psicologiche.

Nitschke ha aiutato decine di persone a finire la propria vita attraverso un manuale, al bando in Australia, ma venduto negli Stati Uniti, The peaceful pill handbook. In Australia è reato scaricare materiale sul suicidio assistito, come è reato importate il Nembutal, pena 25 anni di reclusione.





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