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| Ansa/ Eutanasia: da dieci anni legale in mezza Europa |
 Da allora 4000 persone l'anno aiutate a morire in mezza (di Novella Topi)
(ANSA) - ROMA, 30 MAR - Il primo aprile del 2002 l'Olanda divenne il primo paese al mondo a legalizzare l'eutanasia diretta, seguita a pochi mesi di distanza dal Belgio che, nel settembre dello stesso anno, autorizzò dopo un acceso e doloroso dibattito il suicidio assistito.
In dieci anni migliaia di malati terminali sono ricorsi all'aiuto di farmaci e medici per porre fine a quelle che la legislazione ha definito 'sofferenze insopportabili e interminabili'. Da allora, secondo dati della Società reale di medicina olandese, circa 4.000 persone l'anno sono state aiutate a morire: in particolare malati terminali di tumore, ma anche pazienti colpiti dalla malattia di Alzheimer in stadio avanzato.
Nei Paesi Bassi inoltre ha fatto molto scalpore la recente introduzione dell'equipe per l'eutanasia a domicilio (sorta di pronto intervento medico su richiesta); come in passato in Australia, l'invenzione del 'kit per l'eutanasia' del medico Philp Nitschke. Molta strada, se si pensa che nel Seicento il filosofo inglese Francis Bacon introduceva il concetto di 'buona morte' e invitava i medici ad imparare 'l'arte di aiutare gli agonizzanti ad uscire da questo mondo con dolcezza e serenità.
Il percorso dell'eutanasia, accidentato e contestato, ha attraversato in questi dieci anni l'Europa - ma anche nel resto del mondo il tema é stato assai dibattuto - e l'ha spaccata in due tracciando una linea tra paesi che ne hanno riconosciuto la validità e paesi che hanno continuato a bandirla come omicidio.
Vi sono state, é vero, graduazioni diverse a seconda dei parlamenti, ma sempre il legislatore ha cercato di fissare le condizioni per un quadro normativo entro il quale intervenire. L'uscita dalla clandestinità dell'eutanasia, con modalità inimmaginabili nel secolo scorso, ha infatti prodotto molte polemiche e interminabili dibattiti, ma ha anche dovuto confrontarsi con paletti in alcuni casi molto rigidi.
Così il BELGIO (1.133 casi solo nel 2011) prevede il suicidio assistito solo per adulti consenzienti e capaci di intendere e volere, dopo che abbiano presentato una richiesta 'volontaria, riflettuta e ripetuta'.
Nel vicino LUSSEMBURGO nel marzo de 2009 é stata legalizzata l'eutanasia che vale tuttavia solo per adulti e pazienti in condizioni di salute considerate 'senza via d'uscita'.
Vi sono poi paesi come la SVIZZERA che prevede sia l'eutanasia attiva indiretta (assunzione di sostanze i cui effetti secondari possono ridurre la durata della vita), sia quella passiva (interruzioni dei dispositivi di cura e di mantenimento in vita), sia il suicidio assistito; o come la FRANCIA che ha introdotto con la legge Leonetti del 2005 il concetto di diritto al 'lasciar morire', che favorisce le cure palliative.
E ancora la GRAN BRETAGNA dove l'interruzione delle cure a certe condizioni é autorizzata dal 2002 e si é introdotto anche il concetto dell'aiuto al suicidio 'per compassione', che dal 2010 é sanzionato in modo meno duro che in passato.
La SVEZIA ha legalizzato l'eutanasia passiva nel 2010, tollerata anche in GERMANIA e in AUSTRIA su richiesta del paziente. In altri paesi, come DANIMARCA, NORVEGIA, UNGHERIA, SPAGNA e REPUBBLICA CECA ciascun malato può rifiutare le cure o comunque l'accanimento terapeutico, mentre in PORTOGALLO sono condannate eutanasia passiva e attiva ma é consentito ad un comitato etico di interrompere le cure in 'casi disperati'. La buona morte é infine ancora vietata e considerata un reato in ITALIA - il paese di Piergiorgio Welby, di Eluana Englaro, ma anche recentissimamente di Lucio Magri -, GRECIA, ROMANIA, BOSNIA, SERBIA, CROAZIA POLONIA E IRLANDA.
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