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25 Maggio 2012 Da Avvenire
Ginecologo sbagliò un intervento di aborto: dovrà mantenere per 25 anni il bambino
di Michela Coricelli

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Chi sbaglia paga. Ma la vita può essere considerata uno sbaglio? In Spagna fa discutere la sentenza di un tribunale di Palma di Maiorca, che ha condannato un medico e una clinica a mantenere fino ai 25 anni un bambino sopravvissuto a un aborto non riuscito: un'indennità da centinaia di migliaia di euro.

La vicenda risale 812010: una 22enne si presenta al centro priyato per interrompere la gravidanza. È all'ottava settimana e il ginecologo le provoca un aborto chirurgico. Pochi giorni dopo ritorna per un controllo: lo stesso medico realizza un'ecografia e la congeda in pochi minuti: «Tutto bene». Ma tre mesi dopo la ragazza ritorna in clinica: teme di essere nuovamente incinta e non lo vuole. Ecco la sorpresa: il primo intervento non era riuscito, il bambino è vivo e ha 22 settimane, dunque è stato superato il limite legale che permetterebbe l'aborto.

Il feto e incredibilmente sopravvissuto: poche settimane dopo il piccolo è nato (di sette mesi), perfettamente sano. La mamma però ha denunciato il ginecologo e il giudice le ha dato ragione, obbligando lui e la clinica a versarle un'indennità di 150mila euro (per danni morali) e 270mila euro (978 al mese) come alimenti per il figlio che la giovane non voleva: in totale 420mila euro. Il ginecologo - condannato per «negligenza medica» - ha già annunciato ricorso, mentre le polemiche infuriano.

La sentenza sembra considerare «un danno il fatto stesso di essere nato», lamenta il presidente dell'Ordine dei Medici delle Baleari, Antoni Bennassar: si può capire il pagamento per il danno morale provocato alla madre - dice il rappresentante dei camici bianchi -, ma «una volta che il bimbo è nato perché applicargli il diritto al mantenimento? Dunque è un danno essere nati, o lo è non essere nati? È questa la discussione più importante».

La riforma voluta dall'ex premier Zapatero ha liberalizzato completamente l'aborto entro le prime 14 settimane, ma il governo di Rajoy ha già annunciato che farà dietrofront e modificherà la legge.




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