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Elementi da 1 a 25 su un totale di 168
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> Defanti: pochi rischi fino a giovedì. Pochi rischi fino a giovedì: così dice Defanti, il neurologo sedicente curatore di Eluana. Eluana sta bene, è una donna sana, il suo stato fisico è ottimo. Lo dichiara in un’intervista al Corriere.
E la sera, a poche ore dal voto al senato che potrebbe salvarle la vita, Eluana muore.
Addio, Eluana. Non ce l’abbiamo fatta a salvarti. Rimarrai sempre nei nostri cuori.
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> Scontro istituzionale. Lo scontro istituzionale è consumato: il compagno Giorgio Napolitano, alias Presidente della Repubblica, non ha voluto controfirmare il decreto salvaEluana, approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri, e la sua mancata firma è la conferma della condanna a morte di Eluana Englaro. Napolitano, insieme ai giudici che hanno scritto la sentenza della Corte di Cassazione, a quelli che hanno poi firmato il decreto della corte di Appello, a quelli che hanno rigettato il ricorso della procura, ai giudici di Strasburgo che non sono voluti entrare nel merito, è responsabile del destino di Eluana, che sta morendo di fame e di sete. Chissà come ci si sente, sapendo che una tua firma poteva salvare una vita, ma quella firma non c’è perché non l’hai voluta mettere. Il compagno Napolitano, e la sua coscienza.
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> La procura di Udine indaga sulle testimonianze nuove sulla volontà di Eluana. Su Avvenire si dà conto dell’attacco di tosse di Eluana, nella clinica della morte, a Udine, per cui qualcuno ha telefonato a Lecco per chiedere come si faceva a calmare la tosse. La procura di Udine indaga sulle testimonianze nuove sulla volontà di Eluana, che non sarebbe come suo padre l’ha sempre dichiarata.
Sui giornali si legge che il governo frena sul decreto salva-Eluana. Ma non è vero: Berlusconi andrà fino in fondo. E sarà l’unica cosa dignitosa e coraggiosa di questa terribile faccenda. Insieme all’intervista straordinaria di Enzo Jannacci sul Corriere, con la sua richiesta di una carezza del Nazareno.
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> Intervista al padre di Terry Schiavo. Eluana Englaro domina la stampa. Un’intervista al padre di Terry Schiavo fa scalpore: l’uomo descrive la morte orrenda della figlia, a cui ha dovuto assistere impotente. Chiede a Beppino Englaro di ripensarci.
Intanto Defanti il medico sedicente curante di Eluana, assicura che la morte per disidratazione è dolcissima. Una meraviglia. Secondo lui, niente senso di sete, solo un assopimento. Infatti quando arrivano gli immigrati sui barconi, sono tutti felicemente assopiti, uno spettacolo confortante.
Non ci sono parole di fronte a tanta menzogna: e questo sarebbe un medico? Vergogna, vergogna, vergogna!!!!!! Blatera anche quel finto vescovo, tale Casale, addirittura emerito di Foggia, l’unico che possono intervistare quelli di micromega.
Crisafulli testimonia contro Englaro, e pure altre compagne di scuola. E Suor Albina, direttrice della clinica dove era ricoverata Eluana, fa un ultimo appello, quasi in risposta a DeMonte: “guardatela, vi accorgerete che vive”. Inutilmente.
Qua e là spunta l’ipotesi di un decreto governativo per salvare Eluana.
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> Riccio: Eluana non soffrirà. La stampa impazzisce. Eluana non soffrirà, dice Riccio, il medico che ha staccato il ventilatore a Welby. Eluana è già morta, dichiara Umberto Veronesi, sicuro che la persona non c’è più. Chissà perché non la seppelliscono così, allora. Adriano Sofri vaneggia su Repubblica con articoli sconnessi.
La Chiesa protesta: Fisichella, sul Giornale, e poi Sgreccia, e su tutti guida la battaglia coraggiosamente Avvenire, dove la vedova Coletta ricorda a tutti che Eluana è viva: le suore la profumano, le depilano pure, perché lei avrebbe voluto così. E dice Margherita Coletta “ieri sera, Suor Rosangela, come piangeva!” Ma tutto questo l’onnipotente magistratura italiana non lo vuole vedere: che gliene frega?
Intanto Amato De Monte, quello che sovrintende la compagnia che con grande solerzia lascerà morire Eluana di fame e di sete, ha dichiarato che Eluana è morta diciassette anni fa. Sfido chiunque a volerlo in rianimazione per sé stessi, uno così. Ma perché non l’hanno seppellita prima, allora?
I legali della famiglia Englaro invocano il silenzio, e minacciano di azioni legali chi lo violerà. Aspettiamo una denuncia per Beppino Englaro.
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> Eluana: oggi si trova a Udine Eluana è stata portata via da Lecco nella notte, e oggi si trova a Udine, ne “La Quiete”. Inizia il percorso di morte, nella settimana più lunga d’Italia. Inizia il balletto del “protocollo”, cioè del modo in cui Eluana sarà fatta morire.
Un 57enne fiorentino chiede al giudice tutelare di Firenze di non volere nessuna cura né sostegno vitale qualora si trovasse come Eluana. E’ sano, non ha malattie in corso, ma cerca di forzare l’istituto dell’amministratore di sostegno per arrivare a farsi un testamento biologico su misura, intanto che non c’è la legge. E’ la prima richiesta del genere da parte di una persona sana.
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> Si fa impiantare otto embrioni Aveva già sei figli e si fa impiantare otto embrioni. Negli Usa si può, ed è polemica. Nessuno a ricordare che in Italia, per fortuna, la legge 40 impedisce che fatti come questi succedano.
Eugenia Roccella risponde anche sul Corriere a Grechi: che ci spieghi come impugnarla, quella sentenza (o meglio, quel decreto), finora ce l’avete impedito. Ma sarà stanotte che la vicenda di Eluana subirà la svolta più drammatica, quella che la porterà alla morte per fame e sete.
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> Presidente della Corte di Appello di Milano: le sentenze non si giudicano Il Presidente della Corte di Appello di Milano, nel pieno del delirio di onnipotenza della magistratura, lancia il suo grido di battaglia: le sentenze non si giudicano, si impugnano! L’ennesimo riferimento al caso Englaro, che si è trasformato oramai nella bandiera dello strapotere dei giudici. Che schifo.
Gasparri protesta, e lo chiama eversivo, Roccella denuncia il tono dittatoriale: il PdL insorge, ma questi si sentono invincibili, e impuniti. Sulla pelle di Eluana.
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> Francesco D’Agostino denuncia l’elogio di Vincenzo Carbone Su Avvenire Francesco D’Agostino denuncia, e giustamente, l’elogio di Vincenzo Carbone – Presidente della Corte di Cassazione – alla sentenza Englaro, ennesimo elogio fatto nel discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario. E che palle, ‘sti giudici.
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> Roma: centro di procreazione medicalmente assistita Al S. Andrea di Roma apre un centro di procreazione medicalmente assistita dove si può eseguire l’analisi del globulo polare dell’ovocita: una specie di diagnosi preimpianto che però non coinvolge l’embrione.
E intanto a Udine si prepara l’arrivo di Eluana.
Sul Foglio Susanna Tamaro commenta con amarezza ed allarme la vicenda di Eluana, sottolineando che proprio nella giornata della memoria – cioè l’anniversario della liberazione di Auschwitz – è arrivata la sentenza del Tar Lombardia, conferma della morte di Eluana.
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> La Stampa: un articolo sulle nuove tecniche delle neuroscienze Eluana Englaro docet: su La Stampa un articolo sulle nuove tecniche delle neuroscienze, che esplorano la corteccia cerebrale e la coscienza anche negli stati vegetativi spiega che anche in queste persone non sono del tutto prove di attività cerebrale. Ma tutto questo non sembra coinvolgere la vicenda di Eluana Englaro: la famiglia Englaro avanzerà formalmente domanda alla casa di riposo “La Quiete” di Udine quando la stessa casa di riposo chiarirà che legalmente non ci sono problemi. Lo conferma alla stampa il Vicedirettore della struttura, tale Cattivello, un cognome tutto un programma. Il Messaggero Veneto informa che l’unità di valutazione del distretto sanitario ha dato parere favorevole alla domanda di ingresso della donna, e con un punteggio talmente alto da determinarne anche subito il trasferimento.
E intanto due avvocati napoletani, Rosaria Elefante e Alfredo Granata, hanno presentato un esposto alla procura di Milano, segnalando testimonianze diverse rispetto a quelle già note per Eluana, che mettono in dubbio tutta l’impalcatura del decreto della Corte di Appello. Ma c’è ancora un giudice a Milano?
Nel frattempo in Piemonte continua lo scontro tutto interno alla maggioranza, sempre riguardante una presunta disponibilità all’accoglienza di Eluana in regione. Favorevole la Bresso, contraria gran parte della giunta, e anche il Presidente del Consiglio Regionale.
In Lombardia, Roberto Formigoni si rifiuta di ottemperare la sentenza del Tar, e si dichiara indisponibile ad attuare una sentenza che ritiene aberrante.
Alla Commissione Sanità del senato è iniziata la discussione sulla legge sul fine vita.
Su Avvenire Giuliano Dolce risponde a Umberto Veronesi: le persone i stato vegetativo non sono piante.
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> Eluana: ipotesi Udine si avvicina Il Tar della Lombardia dà torto a Formigoni, chiede alla Lombardia di “ospitare” Eluana, per darle la morte. L’ipotesi Udine si avvicina sempre più.
Intanto in Senato viene presentato il testo base del DDL Calabrò.
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> Polemiche Mentre la polemica su Eluana Englaro si intreccia con quella del rapporto fra laici e cattolici, quella sulle posizioni (o non-posizioni) del Pd sulle questioni bioetiche e il dibattito sulla legge sul fine vita, negli Usa parte la prima sperimentazione di embrionali umane sull’uomo, autorizzata dalla Food and Drug Administration.
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> Cardinal Poletto e Mercedes Bresso: polemica Polemica dura fra il cardinal Poletto e Mercedes Bresso, sempre a proposito della disponibilità ad accogliere Eluana Englaro. La governatrice parla di “ayatollah”, riceve critiche, ma non più di tanto. Immaginiamo cosa sarebbe successo se a criticare fosse stato il cardinale….sempre a proposito della violenza dei non violenti.
Guardi i titoli di “Europa”, e pensi sia diventata una rivista di fantascienza: “Sulla bioetica il Pd ha vinto”. Franceschini spiega perché.
Intanto su “Il Gazzettino”, testata locale, si svela che martedì 20 gennaio, di pomeriggio, il sindaco di Udine, Honsell, ha contattato la casa di cura “La Quiete”, per verificare la possibilità di trasferirvi Eluana Englaro (Avvenire conferma). Più veloce della luce, Il CdA della Clinica già mercoledì mattina si è riunito e, con 4 voti a favore e tre contrari, ha accettato la proposta. Pare che la casa di cura non sia toccata dall’atto di indirizzo di Sacconi; lo squadrone della buona morte sarebbe ancora guidato dal celeberrimo Amato de Monte. Si anticipa che dovrà essere rivisto il protocollo già siglato per la clinica “Città di Udine”. Pare.
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> Il Foglio: intervista ad Eugenia Roccella Sul Foglio Eugenia Roccella parla dell’ennesima iniziativa al di là del bene e del male di Marco Pannella, che fa lo sciopero della fame per… far morire di fame e di sete Eluana Englaro. Ma quando ci decideremo a rispettare l’autodeterminazione di Pannella, e lasciarlo finalmente morire anche lui, di fame e di sete?
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> Eluana: disponibilità del Piemonte Si discute la disponibilità del Piemonte – per bocca del suo Presidente Mercedes Bresso – ad accogliere Eluana Englaro. Una surreale corsa alla morte.
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> Sacconi: nessuna intimidazione “Non mi faccio intimidire”: parola di Sacconi, dopo la surreale denuncia dei radicali.
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> Sacconi è indagato Maurizio Sacconi è indagato dalla Procura della Repubblica di Roma per violenza privata, dopo un esposto dei radicali, che reputano una violenza, appunto, l’atto di indirizzo del Ministro e alcune sue dichiarazioni successive.
Intanto, a diciassette anni dall’incidente che ha portato Eluana in stato vegetativo, pare non ci siano ancora strutture disponibili ad accoglierla per farla morire di fame e di sete. La curatrice speciale – molto, mooolto speciale – Franca Alessio, dichiara: “Se non si dovessero trovare altre soluzioni ritorneremo a chiedere con forza che l’attuazione della decisione di interrompere alimentazione e idratazione artificiale ad Eluana avvenga in Lombardia, non escludendo neppure la stessa clinica Beato Luigi Talamoni dove è ricoverata”.
Questa invece non è una frase violenta, secondo i radicali, evidentemente.
Secondo Rodotà, invece, il Tar della Lombardia – cioè un tribunale amministrativo - “può decidere le modalità di esecuzione della sentenza annullando il veto di Formigoni in Lombardia”, e, sempre nella stessa intervista su “l’Unità”, parla di “prepotenza politica”. La violenza dei non violenti è sempre quella peggiore.
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> Eluana Englaro: la Clinica Città di Udine ha ritirato la propria disponibilità La morte non trova casa: la Clinica Città di Udine ha ritirato la propria disponibilità all’esecuzione del decreto di morte – già, perché di decreto si tratta, e non di sentenza – di Eluana Englaro, per timore delle possibili ripercussioni dell’atto di indirizzo di Sacconi. “L’Italia arretra sul terreno dei diritti sotto le minacce del governo”, tuona su Repubblica Ignazio Marino, mentre, su Europa, assolda anche San Francesco fra i più ardenti sostenitori del rifiuto delle cure. Marco Cappato, invece, ritiene che il ministro dovrebbe “rispondere penalmente del suo ricatto eversivo”. Sempre Ignazio Marino – lo trovi dappertutto, come l’erba infestante – sull’Unità paragona Sacconi ai bravi che minacciano Don Abbondio. Non proprio un complimento per la clinica friulana.
Sandulli su Avvenire difende l’atto di indirizzo di Sacconi e indica la strada che si potrebbe percorrere per rivedere il decreto della Corte di Appello di Milano.
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> Hospices dell’Emilia Romagna sottoscritto un appello La maggioranza dei direttori degli Hospices dell’Emilia Romagna – seconda regione in Italia come numero di hospice – ha sottoscritto un appello in merito alla vicenda di Eluana Englaro, in cui si ribadisce che quelle sono strutture per la vita e non per la morte.
Intanto Tondo, Presidente del Friuli Venezia Giulia, precisa “Condivido con Errani che l’atto del Ministro Sacconi sullo stato vegetativo è inefficace nel caso di Eluana e che Stato e Regione non possono interferire. Per cui uno stop della clinica, che è una questione interna, sarebbe legato a logiche private”.
L’Unità dichiara che il Pd è a un passo dall’intesa sulla legge sul testamento biologico. Non ci crede nessuno.
Intanto dalla prima pagina dell’Independent, un grido di dolore: niente soldi per l ricerca sugli ibridi uomo/animale, in Gran Bretagna. Non ci crede più nessuno, ormai: il gran battage è servito solo per allargare le maglie della legge inglese sull’embriologia.
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> Neuroscienze Impazzano le neuroscienze, dal Sole 24 Ore all’inserto Repubblica Salute. Nel frattempo le associazioni dei malati in stato vegetativo si dichiarano offese per un articolo di Luisella Battaglia che li escludeva dalla definizione di disabili, e che aveva definito Eluana Englaro “diversamente viva”.
Dall’ Emilia Romagna cominciano a partire le proteste e i no ad un eventuale trasferimento di Eluana Englaro nella regione per morirvi: “non diventi la terra della buona morte”.
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> Clinica Città di Udine: dirà di no all’arrivo di Eluana Pare che la Clinica Città di Udine dirà di no all’arrivo di Eluana Englaro, compiendo un clamoroso dietro front rispetto alle dichiarazioni di un mese fa. E intanto spunta l’ipotesi Emilia Romagna. Una conferma indiretta al prossimo no di Udine?
L’Indipendent ieri ha aperto con un grido di dolore: in Gran Bretagna non ci sono soldi per la ricerca sugli embrioni ibridi. Ma noi sapevamo da un pezzo che quella ricerca sapeva di stantìo, tanto era vecchia e inutile.
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> "La Stampa" imbroglia Il Quotidiano La Stampa imbroglia, come succede spesso quando si parla di certi temi, e titola il fatto della bambina selezionata quando era ancora un embrione: “La bambina salvata dal cancro – nasce senza il gene del tumore al seno, che le era stato asportato quando era un embrione”. In un’intervista sullo stesso giornale Umberto Veronesi conferma la boiata pazzesca, ed ecco che la selezione di embrioni – scelta dei sani e scarto dei difettati – si trasforma in un intervento di terapia genica. Resta di stucco, è un barba trucco, si diceva quando ero piccola. Zitti tutti, è una stronzata, diremmo adesso, meno elegantemente.
In Belgio viene approvata una legge che autorizza la ricerca sugli embrioni, che permette esperimenti e ricerche “su tutto il materiale biologico umano, compresi tessuti e cellule, gameti, embrioni, feti, e le sostanze che ne vengono estratte”. Pare ci siano diversi vincoli. Almeno si spera.
Polemiche sui media per l’assolo di Beppino Englaro da Fabio Fazio. “Nessun contraddittorio, qui non usa”, sottotitola il Foglio, in un pezzo titolato “CHEMORTECHE FA”
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> "Il Mattino": pubblica un’anticipazione sulla bozza di legge sul fine vita Mentre prosegue il dibattito sulla vicenda di Eluana Englaro, nell’attesa che la Clinica Città di Udine decida se accettare o no Eluana, il quotidiano Il Mattino pubblica un’anticipazione sulla bozza di legge targata Pdl sul fine vita. E Fulvio De Nigris scrive a Fabio Fazio per protestare cull’apparizione di Beppino Englaro alla nota trasmissione “che tempo fa”: Englaro aveva chiesto a tutti – in particolare politici e media – il silenzio su sua figlia. Una moratoria, per la precisione, che però sembra valere per tutti tranne che per lui, che sarà presto ospite proprio di Fabio Fazio. Un ospite non certo silenzioso.
E’ nata in Gran Bretagna la bambina senza il gene difettoso che dà una elevata probabilità di ammalarsi di un particolare tipo di tumore al seno, da grande. Non le è stato tolto: semplicemente, con la diagnosi preimpianto, sono stati individuati e scartati gli embrioni portatori del gene difettoso, e sono stati impiantati i restanti.
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> Ricorso contro la regione Lombardia Beppino Englaro comincia una controffensiva, e fa ricorso contro la regione Lombardia, contestando un atto amministrativo della regione stessa, e cioè una lettera del Direttore Generale del settembre scorso, nella quale si dichiarava l’indisponibilità della regione a cercare un luogo dove far morire la Donna. Si minaccia l’uso della forza (ma non è la prima volta, l’aveva già fatto Matera, sostituto procuratore generale della Cassazione) per obbligare qualcuno a far eseguire la sentenza. Una prospettiva ridicola, visto che non c’è alcun obbligo da parte dei giudici, ma solo un’autorizzazione a sospendere alimentazione ed
idratazione.
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