SAFE - Salute femminile
HOME | CHI SIAMO | ARGOMENTI | COMUNICATI STAMPA | NOTIZIE | CONTATTI
Comunicati Stampa

Elementi da 26 a 50 su un totale di 81
Vai alla prima paginaVai alla prima pagina Inizio Vai alla pagina precedente Indietro  Avanti Vai alla pagina successiva Ultimo Vai all'ultima paginaVai all'ultima pagina
19 Novembre 2010
> Circolare su registri raccolta dichiarazioni anticipate di trattamento: dichiarazione Sottosegretario Roccella

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA                                                                      Comunicato 374

 “La Circolare siglata dai Ministri Sacconi, Maroni e Fazio sui registri comunali per le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) serve a fare finalmente chiarezza su questo tema, sia nei confronti dei cittadini sia nei confronti delle Amministrazioni locali, in un momento in cui la campagna a favore dell’eutanasia è ricominciata in forme aggressive, dallo spot radicale per la “dolce morte” alla propaganda a senso unico fatta in prima serata su una rete pubblica. E’ necessario in primo luogo che i cittadini sappiano che le dichiarazioni di fine vita rilasciate ai Comuni sono del tutto inefficaci e non possono certamente sostituirsi a una legge che ancora non c’è. E’ inoltre importante che ora gli amministratori locali abbiano il parere istituzionale che hanno chiesto sulla legittimità e utilità dei registri. A questo punto è chiaro che chi volesse continuare a stilare registri sulle Dat fa unicamente un’operazione politica e non certo un servizio ai cittadini” .

http://www.salastampa.salute.gov.it/imgs/C_17_comunicati_3113_testo.rtf



18 Novembre 2010
> Messaggio del Santo Padre su valori etici: dichiarazione del Sottosegretario Roccella

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA                                                                    Comunicato n. 371

“Mentre nella TV di stato si lanciano campagne per l’eutanasia senza nemmeno avere il coraggio e l’onestà di nominarla apertamente, il Papa ci ricorda che la democrazia e la convivenza civile si possono basare soltanto su valori fondanti come l’intangibilità della vita e della dignità umana. Il suo è un appello rivolto in primo luogo a politici ed istituzioni, a prescindere dagli schieramenti e dalle distinzioni fra credenti e non credenti. In un momento difficile e incerto come quello che stiamo attraversando, le sue parole indicano con chiarezza le priorità da seguire”

http://www.salastampa.salute.gov.it/imgs/C_17_comunicati_3110_testo.rtf



17 Novembre 2010
> Sottosegretario Roccella: un pericolo le alleanze di Palazzo costruite senza valori comuni

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA                                                                  Comunicato n. 370

In queste ultime settimane assistiamo al tentativo di stringere alleanze di Palazzo costruite a tavolino. Ma le alleanze politiche resistono alle verifiche elettorali solo quando si fondano su valori comuni. Si tratta di valori che sono profondamente radicati nella tradizione culturale italiana, come la difesa della vita e della famiglia e che si possono sostenere anche a partire da culture politiche differenti. E’ evidente che la deriva laicista di cui parla il ministro Sacconi esiste, e si basa su facili luoghi comuni e su una propaganda che non tiene conto dei fatti e dei dati. Così è stato all’epoca del referendum sulla procreazione medicalmente assistita e così è stato lunedì sera nella trasmissione condotta da Saviano e Fazio “Vieni via con me”. Campagne di questo tipo poggiano su un’informazione parziale e manipolata e hanno bisogno dell’assenza di contraddittorio.

http://www.salastampa.salute.gov.it/imgs/C_17_comunicati_3109_testo.rtf



3 Novembre 2010
> Dichiarazione Sottosegretario Eugenia Roccella

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA                                                                     Comunicato n. 355

In merito alle dichiarazioni del Presidente del Forum delle associazioni familiari, Francesco Belletti, il Sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella ha dichiarato:

“L’unica cosa che può imbarazzare chi sostiene la famiglia sono le prese di posizione e gli attivismi dei politici contro l’accoglienza della vita, a favore dei matrimoni omosessuali e delle adozioni da parte di coppie gay, per la fecondazione eterologa, le pillole abortive e l’introduzione dell’eutanasia, ovvero tutti i provvedimenti che indeboliscono la cultura della vita e la famiglia descritta dalla nostra Costituzione. All’epoca del Family Day era molto imbarazzante che la proposta sui Dico, tesi a indebolire la famiglia in cui crediamo, fosse partita proprio da ambienti della sinistra cattolica. Ricordo agli amici del Forum delle Famiglie che il Family Day era volutamente aperto a tutti coloro che credono nella famiglia formata da un uomo e da una donna e imperniata sulla procreazione, sull’educazione dei figli, sulla stabilità affettiva e sull’impegno forte. Per questo in piazza c’erano anche divorziati. Quelli che riguardano la vita e la famiglia sono temi su cui tutti siamo chiamati, perché essere figli di un uomo e di una donna è l’unica esperienza da cui nessuno è escluso”.

Si comunica che su questo tema il Sottosegretario domani interverrà al programma KlausCondicio di Klaus Davi.

http://www.salastampa.salute.gov.it/imgs/C_17_comunicati_3087_testo.rtf



28 Ottobre 2010
> Documento Cei “Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020”: dichiarazione Sottosegretario Eugenia Roccella

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA      Comunicato n.350                                                             

Nel suo nuovo documento, “Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020”, la Cei dimostra ancora una volta di essere lungimirante, perché, riferendosi alla famiglia e alle difficoltà che oggi attraversa, si preoccupa di difendere il nostro futuro. Quando si parla di famiglia la questione è culturale e la vera emergenza è quella educativa. I Paesi che hanno inseguito il cambiamento antropologico e sociale, incentivando tutta la pluralità di famiglie possibili e diverse da quella tradizionale, promuovendo un’educazione sessuale che scavalca il ruolo della famiglia e autorizzando pratiche, come la fecondazione eterologa, che scardinano le certezze più elementari degli adulti del futuro, devono oggi fare i conti con risultati sociali molto negativi: fenomeni di disgregazione sociale, aumento delle madri sole, percentuali preoccupanti di aborti e gravidanze tra le minorenni, aumento del disagio e delle violenze giovanili. L’Italia, pur conservando una serie di specificità positive che emergono dai dati statistici, è su un crinale pericoloso: è importante esserne consapevoli e operare oggi scelte di cui non dovremo pentirci domani.

http://www.salastampa.salute.gov.it/imgs/C_17_comunicati_3081_testo.rtf



7 Luglio 2010
> Fecondazione assistita - Dichiarazione del sottosegretario Roccella

Ministero della Salute


UFFICIO STAMPA                                                             Comunicato n. 244

“La relazione annuale del Ministero della salute sull’applicazione della legge 40 in materia di procreazione medicalmente assistita, depositata in Parlamento, ci dimostra che questa è una legge che funziona. Nel 2008, infatti, sono aumentati sia i cicli sia le gravidanze sia i bambini nati, che hanno superato quota 10.000. A chi, plaudendo la decisione dell’Alta corte tedesca di autorizzare la diagnosi preimpianto, vorrebbe introdurla anche in Italia e distruggere la struttura equilibrata di questa legge rispetto a tutti i soggetti coinvolti, vorrei ricordare che a tutt’oggi la diagnosi preimpianto mantiene un ampio margine di errore e che non ci sono sufficienti studi di follow-up per garantire la sicurezza e l’efficacia della pratica. Inoltre a chi dice che attraverso la diagnosi preimpianto si possono evitare aborti tardivi dovuti alla scoperta di patologie del bambino, suggeriamo di verificare i dati. In Gran Bretagna, per esempio, uno dei paesi europei in cui è più ampia la possibilità di ricorrere diagnosi preimpianto, le percentuali di aborti dopo la fecondazione assistita sono molto simili a quelle italiane”.

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_comunicati_2958_testo.rtf

 



5 Maggio 2010
> Staminali da cordone: dichiarazione sottosegretario Roccella

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA                                                               Comunicato n. 156

I dati positivi sull’aumento di donazioni di sangue cordonale e sui trapianti di cellule staminali del cordone ombelicale, resi noti dal Gruppo Italiano Trapianti di Midollo Osseo, sono l’ennesima conferma che in questo settore innovativo della biomedicina il Governo sta agendo nella direzione giusta. La nostra rete di biobanche pubbliche è ai primi posti in Europa in quanto a efficienza e qualità. Questo grazie anche alla decisione di cambiare le scelte del Governo Prodi, che voleva introdurre le biobanche private e la conservazione autologa – cioè a pagamento, e soltanto per sé – del cordone. Noi invece abbiamo destinato 10 milioni di euro proprio per consolidare ulteriormente la nostra rete pubblica. E’ sempre però importante ribadire che secondo la comunità scientifica internazionale soltanto la donazione del cordone, e non la conservazione per sé, rappresenta un’opportunità scientificamente valida a fini terapeutici.

http://www.salastampa.salute.gov.it/imgs/C_17_comunicati_2858_testo.rtf



26 Aprile 2010
> Aborto: dichiarazione Sottosegretario Roccella

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA                                                                   Comunicato n. 142


“Secondo notizie diffuse dalla stampa un neonato prematuro, sopravvissuto a un aborto effettuato a 22 settimane di gravidanza, è rimasto abbandonato un giorno intero senza alcuna cura. Trasportato d’urgenza nell’ospedale di Cosenza, dopo che un prete si era reso conto che era ancora vivo, il piccolo non ce l’ha fatta ed è morto stanotte. Se le notizie dovessero corrispondere al vero si tratterebbe di un gravissimo caso di abbandono terapeutico di un neonato fortemente prematuro, probabilmente anche con una qualche forma di disabilità: un atto contrario al senso di umana pietà ma anche a qualsiasi pratica medica deontologica. Il Ministero della Salute invierà i suoi ispettori all’ospedale di Rossano Calabro per accertare che cosa sia effettivamente accaduto, e verificare se sia stata rispettata la legge 194, che vieta l’aborto quando ci sia possibilità di vita autonoma del feto e lo consente solo se la prosecuzione della gravidanza comporti un pericolo di vita per la donna. Ricordiamo che un bambino, una volta nato, è un cittadino italiano come tutti gli altri, che gode dei diritti fondamentali – tra cui il diritto alla salute e quindi ad essere pienamente assistito.”

 

http://www.salastampa.salute.gov.it/imgs/C_17_comunicati_2842_testo.rtf



13 Aprile 2010
> Parto sicuro - dichiarazione sottosegretario Roccella: l’Italia primo paese al mondo

Ministero, della Salute

UFFICIO STAMPA                                                                Comunicato n. 124

 
“Secondo i dati della University of Washington, pubblicati dalla rivista scientifica Lancet, l’Italia è il Paese al mondo in cui il parto è più sicuro. Non soltanto in Italia la mortalità materna è inferiore rispetto a quella dell’efficientissima Svezia, ma è la metà di quella della Gran Bretagna, quasi un terzo di quella francese e un quarto di quella degli Stati Uniti. Accanto a notizie gravi come quella che ha colpito una famiglia romana nei giorni scorsi, possiamo quindi registrare anche statistiche positive. Questo dato è dovuto a un sistema sanitario regionale che garantisce il diritto d’accesso e si fa carico dell’intero percorso della gravidanza; ma è anche dovuto a una cultura diffusa rispettosa della vita e attenta alla tutela della maternità. Vogliamo mantenere questa peculiarità e vorremmo che l’Italia si proponesse come leader per i programmi mondiali contro la mortalità materno-infantile, che nei Paesi del Terzo mondo non è mai sensibilmente diminuita.
Questo deve far riflettere anche sull’uso politico della pillola abortiva Ru486: il nostro è l’unico Paese in cui le interruzioni volontarie di gravidanza sono in costante diminuzione da anni: se si introduce l’aborto a domicilio scavalcando i limiti e le garanzie della legge 194 e ignorando i pareri del Consiglio Superiore di Sanità, sarà difficile mantenere questa caratteristica positiva, e incrementare le politiche di prevenzione dell’aborto.”

http://www.salastampa.salute.gov.it/imgs/C_17_comunicati_2822_testo.rtf



24 Febbraio 2010
> Legge Spagnola sull'aborto: dichiarazione Sottosegretario Roccella

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA                                                        Comunicato n. 57

La legge sull’interruzione volontaria di gravidanza che il Senato spagnolo ha approvato rappresenta di fatto un aborto pressoché senza limitazioni mascherata da difesa del diritto alla salute delle donne e alla loro libertà di scelta. Non soltanto infatti si fissa molto in avanti, a 22 settimane, il limite di aborto in caso di malformazioni del feto o di gravi rischi per la salute della madre, ma viene garantita anche la possibilità di abortire senza limite di tempo in presenza di “anomalie fetali incompatibili con la vita” o “patologie estremamente gravi e incurabili”. Questo significa poter eliminare anche un bambino che sta per nascere in nome di una selezione del figlio sano e della discriminazione dei disabili. Inoltre la nuova legge abbandonerà le adolescenti spagnole a una pericolosa solitudine, perché consente loro di abortire senza informare i genitori in caso di situazioni familiari difficili o pericolose. Ma in base a quali criteri il medico dovrà valutare la situazione familiare che una minorenne incinta denuncia, in un momento di massima fragilità? Gli aborti in Spagna continueranno ad aumentare e le uniche a guadagnarci saranno le cliniche private, in cui, contrariamente a quanto accade in Italia dove è la legge 194 a proibirlo, si svolge quasi il 98 per cento degli interventi.

http://www.salastampa.salute.gov.it/imgs/C_17_comunicati_2747_testo.rtf



4 Febbraio 2010
> Dichiarazione sottosegretario Roccella sugli stati vegetativi - New England Journal of Medicine

Ministero, della Salute

UFFICIO STAMPA                                                                     Comunicato n. 28

Dichiarazione sottosegretario Roccella sugli stati vegetativi - New England Journal of Medicine

Lo studio sugli stati vegetativi condotto dalle Università di Cambridge e di Liegi conferma quanto poco ancora si conosca sul livello di coscienza delle persone in queste condizioni. Grazie a nuove tecniche di indagine, abbiamo prove scientifiche che dimostrano come alcune persone con diagnosi di stato vegetativo possano entrare in relazione con il mondo esterno, evidenziando attività cerebrale in risposta a precise domande dei medici. Scoperte come questa rappresentano un punto di svolta nel trattamento di questi pazienti, e soprattutto aprono nuovi scenari sulla possibilità di verificare le loro effettive volontà, che potremo essere in grado di conoscere senza affidarci a testimonianze non si sa quanto attendibili.



http://www.salastampa.salute.gov.it/imgs/C_17_comunicati_2712_testo.rtf



13 Gennaio 2010
> Autorizzazione del tribunale di Salerno alla diagnosi genetica preimpianto: dichiarazione del sottosegretario Eugenia Roccella

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA                                                                    Comunicato n. 10


“L’autorizzazione del Tribunale di Salerno alla diagnosi genetica preimpianto per una coppia non sterile è una sentenza gravissima. Così si introduce il principio che la disabilità è un criterio di discriminazione rispetto al diritto di nascere.  Nel testo si parla di “diritto alla salute dei soggetti coinvolti”, ma, se si ritiene che ci sia un conflitto fra il diritto alla salute costituzionalmente garantito e la legge 40, la questione andrebbe sottoposta alla Corte Costituzionale e non può essere decisa da un Tribunale qualunque. Inoltre, del diritto alla salute di chi stiamo parlando? Non di quello della madre, e di certo non di quello dei dieci o 20 embrioni che verranno eliminati a favore di quello selezionato. Con questo metodo i magistrati possono scavalcare o modificare nei fatti qualunque norma. L’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, riservato alle coppie infertili, è infatti il cuore della legge 40: la legge serve a dare alle coppie infertili le stesse opportunità di chi può procreare naturalmente e non serve a selezionare il figlio. Questa è eugenetica pura. Se la si vuole introdurre nel nostro Paese bisogna farlo in modo esplicito, sottoponendo la questione al Parlamento e quindi alla volontà popolare. Ricordiamo fra l’altro che sulla legge 40, e in particolare sui punti della diagnosi preimpianto e della possibilità di accesso alle coppie infertili, l’elettorato si è già espresso bocciando clamorosamente ogni tentativo di modifica”.

 

http://www.salastampa.ministerosalute.it/imgs/C_17_comunicati_2694_testo.rtf



2 Dicembre 2009
> Ru486: dichiarazione sottosegretario Roccella

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali


UFFICIO STAMPA                                                                   Comuicato n. 559

“Ponzio Pilato in confronto all’Aifa era un decisionista. Nel comunicato di oggi l’Agenzia italiana del farmaco sostiene che la delibera del 30 luglio scorso è già coerente con il parere espresso dal ministro Sacconi sulla compatibilità tra il metodo chimico e la legge 194 che regola l’interruzione volontaria di gravidanza. L’Aifa però deve spiegare in che modo intende esercitare l’attività di farmacovigilanza sulla pillola Ru486, attività che le spetta e che è prevista dalla stessa legge 194.
Se non c’è chiarezza sulle modalità del ricovero e sulla permanenza in ospedale per l’intero percorso abortivo, come si potrà sapere quali sono gli eventi avversi, gli effetti collaterali, i tempi, i modi, i luoghi in cui avviene l’aborto vero e proprio?
Se l’Agenzia ha deciso di non decidere, il Governo è però consapevole che è necessario tutelare la salute delle donne in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale fornendo un’assistenza adeguata e continua alle donne, e garantendo ovunque l’applicazione della legge 194”.


http://www.salastampa.ministerosalute.it/imgs/C_17_comunicati_2622_testo.rtf



23 Novembre 2009
> Ru486: Dichiarazione Sottosegretario Roccella

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

UFFICIO STAMPA                                                                Comunicato n. 527

“Le conclusioni dell’indagine conoscitiva della Commissione Sanità del Senato sulla pillola abortiva Ru486 sono state pubblicate sul sito dell’Aduc prima di essere discusse in Commissione. Il testo è accompagnato da una dichiarazione della senatrice Donatella Poretti in cui si afferma che l’intento della Commissione “era e resta quello di ostacolare il lavoro dell’Aifa”. In realtà le audizioni in Commissione hanno dimostrato la necessità di un’indagine parlamentare sulla materia. In particolare l’audizione dell’avvocato Vincenzo Salvatore, Direttore dell’Ufficio Legale dell’Emea, ha segnalato la necessità che l’Agenzia Italiana del Farmaco chiedesse al Ministero competente, prima di riunire il suo Consiglio di amministrazione, un parere di compatibilità fra l’utilizzo della Ru486 e la normativa italiana. Nessuna volontà quindi di ostacolare l’Aifa ma la necessità di rispettare pienamente la legge 194 e di stabilire quali siano le competenze dei diversi soggetti istituzionali coinvolti.”

 

http://www.salastampa.ministerosalute.it/imgs/C_17_comunicati_2586_testo.rtf



19 Ottobre 2009
> Ru486: dichiarazione sottosegretario Roccella

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Sono pienamente soddisfatta della delibera dell’Aifa che conferma i pareri del Consiglio Superiore di Sanità, e quindi la necessità del ricovero in ospedale fino a quando l’aborto non sia stato completato. La delibera sottolinea i maggiori rischi del metodo farmacologico rispetto a quelli tradizionali e la necessità di particolari cautele. Un chiaro “no” quindi a protocolli che prevedono il day hospital e introducono in Italia l’aborto a domicilio. È su questo che la sinistra, e in particolare l’on. Turco, dovrebbero esprimersi con chiarezza se davvero vogliono difendere la legge 194: sono contrari o favorevoli all’aborto a domicilio? Il governo da parte sua, sulla base della delibera dell’Aifa, vigilerà sul rispetto della legge attuando un preciso monitoraggio in questo senso, perché la 194, tanto apprezzata a parole, non sia smontata nei fatti fino a diventare carta straccia.

 

http://www.salastampa.ministerosalute.it/imgs/C_17_comunicati_2495_testo.rtf



19 Ottobre 2009
> Ru486: dichiarazione sottosegretario Roccella

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

La legge 194 sull’interruzione di gravidanza rende impossibile l’aborto a domicilio. Ci può essere compatibilità fra la normativa italiana e la Ru486 solo se l’intera procedura abortiva viene praticata in una struttura pubblica, con le garanzie sanitarie offerte dalla permanenza in ospedale.
Non si tratta quindi di modalità che possano essere decise dai singoli medici, Asl o regioni, ma che devono essere uniformi sul territorio nazionale.
Nel comunicato del 30 luglio in cui l’Aifa illustrava i contenuti della delibera che verrà stesa oggi, correttamente si spiegava che: “Deve essere garantito il ricovero in una struttura sanitaria, così come previsto dall’art. 8 della Legge n. 194, dal momento dell’assunzione del farmaco sino alla certezza dell’avvenuta interruzione della gravidanza”, quindi in regime di ricovero ordinario. Solo così del resto è possibile rispettare i due pareri emessi dal Consiglio Superiore di Sanità, la massima autorità nazionale in campo sanitario, che affermano che i rischi della Ru486 sono equivalenti a quelli dei metodi tradizionali solo se l’intera procedura abortiva viene completata in ospedale e che la pillola “deve essere somministrata in ospedale pubblico e la donna deve essere ivi trattenuta fino ad aborto avvenuto”.

http://www.salastampa.ministerosalute.it/imgs/C_17_comunicati_2494_testo.rtf



1 Ottobre 2009
> Dichiarazione del sottosegretario alla salute Eugenia Roccella su pillola ru486

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

L’on. Livia Turco si arrabbia, lancia accuse incongrue, e parla d’altro, ma evita accuratamente di rispondere alla semplice domanda che le ho rivolto: lei e il suo schieramento vogliono che la Ru486 sia assunta in regime di ricovero ordinario, all’interno delle strutture sanitarie pubbliche, come prevede la legge 194 e come suggeriscono anche i pareri del Consiglio Superiore di Sanità, o sono favorevoli all’aborto a domicilio, senza le garanzie previste finora dalla legge?



1 Ottobre 2009
> Ru486: Dichiarazione Sottosegretario Roccella

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

“Se l’onorevole Turco vuole difendere la legge 194, e quindi l’obbligo ad abortire nelle strutture pubbliche, dica con chiarezza che rifiuta l’aborto a domicilio, senza la garanzia offerta dalla presenza del medico e dal ricovero in ospedale. Lo scopo di chi ha appoggiato politicamente la pillola, sollecitando la ditta produttrice a chiedere l’immissione in commercio in Italia, è quello di smontare la legge attuale seguendo il percorso già sperimentato con successo in Francia. L’onorevole Turco dica dunque se ritiene che l’aborto debba avvenire in regime di ricovero ordinario, come suggeriscono i due pareri del Consiglio Superiore di Sanità, oppure no: oggi la difesa della 194 si gioca tutta su questo punto”.



30 Settembre 2009
> Ru486: dichiarazione sottosegretario Roccella

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Niente di nuovo sul fronte della pillola abortiva. Non c’è nessuna vittoria e nessuna sconfitta: quello di stasera è solo uno dei tanti passaggi procedurali in cui si articola la procedura d’immissione in commercio del farmaco. Oggi il cda dell’Aifa ha infatti semplicemente formalizzato il voto già dato nella scorsa seduta. Il cda si è riconvocato per il 19 ottobre per una delibera definitiva che terrà conto di quanto emergerà dal lavoro della commissione d’indagine parlamentare. Solo successivamente al voto del 19, il cda dell’Aifa procederà a emanare la cosiddetta eventuale “determina” con le indicazioni tecniche sull’uso del farmaco.



30 Settembre 2009
> RU486: Nota del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Sono assolutamente infondate tutte le notizie di agenzia secondo le quali l’Aifa avrebbe oggi deliberato la commercializzazione della Ru486. Il Consiglio di amministrazione dell’Agenzia si è limitato infatti ad approvare il verbale relativo alla seduta precedente nel corso della quale la commercializzazione è stata approvata solo in via di principio ma la sua effettività era, come rimane ancora oggi, rinviata all’approvazione non solo della delibera formale – per la quale l’Aifa ha deciso di riconvocarsi il prossimo 19 ottobre – ma anche della determina tecnica nella quale dovranno specificarsi tutte le modalità di impiego affinchè sia compiutamente rispettata la legislazione vigente in materia di interruzione volontaria di gravidanza. Nel frattempo anche il Parlamento avrà modo, se lo riterrà, di esprimere proprie indicazioni.



28 Settembre 2009
> RU 486: dichiarazione del sottosegretario Eugenia Roccella

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

“Le opinioni di Livia Turco sull’indagine parlamentare che riguarda la pillola abortiva Ru486 sono molto oscillanti. È bene che si metta d’accordo con se stessa: dopo aver rifiutato con veemenza l’ipotesi che il Parlamento potesse occuparsene, oggi chiede che Governo, Regioni e Aifa vengano ascoltati alla Camera (ma non al Senato) per “illustrare le linee guida per l’utilizzo della Ru486”. Ricordo all’onorevole Turco che il Governo non può esaudire la sua richiesta, dal momento che il Consiglio di amministrazione dell’Aifa non ha ancora emanato la delibera per l’immissione in commercio del farmaco, né elaborato il documento tecnico su cui le eventuali linee guida dovranno basarsi. Non credo che il Senato abbia intenzione di sostituirsi ai tecnici, piuttosto di svolgere il compito che gli è proprio, verificando la compatibilità della pillola abortiva con la normativa italiana attualmente vigente, come chiede esplicitamente la direttiva europea sul mutuo riconoscimento dei farmaci.”



28 Settembre 2009
> RU486: sottosegretario Eugenia Roccella su dichiarazioni del presidente dell’Aifa Sergio Pecorelli

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Ho piena fiducia negli organismi tecnici del nostro Ministero e sono certa che l’Aifa, nella procedura di immissione in commercio della Ru486, seguirà criteri di trasparenza e correttezza evitando ogni approccio ideologico. Quanto all’indagine parlamentare sulla pillola abortiva, il suo scopo è soprattutto verificare la compatibilità del farmaco con la legge 194 che regola l’interruzione volontaria di gravidanza come chiede proprio la normativa europea sul mutuo riconoscimento. La direttiva europea infatti prevede una particolare eccezione riguardo all’applicazione delle legislazioni nazionali su contraccezione e aborto.



25 Settembre 2009
> Bioetica: Dichiarazione Sottosegretario Eugenia Roccella

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

“Marino stia tranquillo: gli esperti vengono opportunamente consultati, ma le decisioni legislative spettano, in democrazia, a Governo e Parlamento”

Sui temi di biopolitica assistiamo spesso a uno strano spettacolo: chi si appella alla scienza ha spesso un atteggiamento profondamente antiscientifico e ideologico. Le certezze scientifiche in materia di stati vegetativi, capacità di coscienza e sensibilità al dolore sono pochissime, tanto che la comunità scientifica internazionale, dopo aver bocciato la definizione di stato vegetativo “irreversibile” o “permanente”, sembra ormai orientata a cambiarla completamente. Non sembra possibile infatti definire una condizione patologica in base al livello di coscienza; tutto questo dovrebbe farci ricorrere sempre di più al principio di precauzione che è alla base del dubbio laico. Per quanto riguarda la fecondazione assistita, per applicare la nuova direttiva europea che impone i criteri di tracciabilità, qualità e sicurezza ai centri di pma, ed emanare quindi le nuove linee guida, il Ministero per la prima volta ha coinvolto in un’apposita commissione le società scientifiche e gli operatori del settore. Marino quindi stia tranquillo: gli esperti vengono opportunamente consultati, ma le decisioni legislative spettano, in democrazia, a Governo e Parlamento.



22 Settembre 2009
> Ru486: dichiarazione del sottosegretario Eugenia Roccella

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Ringrazio i componenti e il presidente della Commissione sanità al Senato per aver votato, all’unanimità, a favore dell’indagine conoscitiva sulla Ru486. Ricordo che si tratta di un’iniziativa partita dal Parlamento volta a chiarire i lati oscuri della Ru486 e i suoi margini di compatibilità con la legge 194 che impone che le interruzioni volontarie di gravidanza avvengano nelle strutture pubbliche. Come si è visto anche in recenti inchieste giornalistiche come quella del settimanale Tempi, negli ospedali italiani in cui questo metodo abortivo è già stato adottato non sempre l’aborto è avvenuto nella struttura pubblica; le informazioni e i dati a disposizione, inoltre, non sono chiari.

Credo che non ci sia nulla di pretestuoso nel voler far chiarezza su un farmaco che in Europa ha causato numerose morti di cui la stampa non ha mai parlato; e che spetti al Parlamento verificare che la Ru486 non possa essere utilizzata, nei fatti, come uno strumento improprio per scardinare o svuotare la legge 194 e le garanzie che offre alle donne.



19 Settembre 2009
> Dichiarazione del Sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Finora abbiamo assistito ad una sorta di bipolarismo etico: un’etica sociale di cui la sinistra si riteneva interprete, che si occupava di difendere i poveri, gli emarginati, gli stranieri, ed un’etica della vita, che invece spettava alla destra, più attenta a tutelare inizio e fine vita, la famiglia, e gli aspetti legati alla questione antropologica.
L’enciclica “Caritas in veritate” ha fatto saltare questa divisione, sostenendo che la questione sociale è “integralmente questione antropologica”.
Possiamo fare alcuni esempi di come nella politica le questioni siano già intrecciate.
Un esempio è quello della conservazione delle staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale: la sinistra, con il governo Prodi, aveva rovesciato la tradizionale politica solidaristica seguita per la conservazione del sangue, consentendo, per il sangue del cordone ombelicale, la conservazione per sé, a pagamento, e accettando, in linea di principio, una differenza nell’accesso alle cure, mettendo in discussione la cultura del dono, promossa da decenni nel nostro paese dalle reti di cittadini donatori di sangue e organi. La comunità scientifica ha bocciato la conservazione per sè, e la politica, con il nostro governo, ha impedito che circuiti di biobanche private intervenissero nel settore, salvaguardando quindi l’aspetto pubblico e solidaristico, oltre che quello scientifico, della conservazione del sangue cordonale.
Un altro esempio è connesso alla fecondazione assistita: quando si parla di diritto alla fecondazione eterologa, cioè all’uso di gameti estranei alla coppia infertile, si crea un immediato problema sociale, quello della compravendita dei gameti femminili, gli ovociti. La donazione degli ovociti non esiste: per disporre di un numero adeguato di ovociti da fecondare, le donne si devono sottoporre a stimolazioni ormonali, e a un intervento chirurgico in anestesia generale. Un trattamento pesante, impensabile da farsi gratuitamente. Opporsi alla fecondazione eterologa, come ha fatto finora il nostro schieramento, significa innanzitutto evitare il commercio di ovociti, un mercato che colpisce innanzitutto le donne vulnerabili, quelle giovani e povere.
La questione sociale è legata a quella antropologica, quindi, come dice l’enciclica, e la politica ne deve tenere conto.




Elementi da 26 a 50 su un totale di 81
Vai alla prima paginaVai alla prima pagina Inizio Vai alla pagina precedente Indietro  Avanti Vai alla pagina successiva Ultimo Vai all'ultima paginaVai all'ultima pagina